Carlo Cavallo Personal Trainer

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ALLENAMENTO E CARDIOFREQUENZIMETRO

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 31 agosto 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: allenamenti, battiti, bruciagrassi, cardiofrequenzimetro, formula, informazione, potenza, potenzialità, resistenza. Lascia un commento

Cardiofrequenzimetro

Qualsiasi tipo di allenamento, dal più intenso e professionale al leggero o di recupero, necessita, per essere davvero efficace, di un attento e costante monitoraggio che permetta di conoscere le proprie potenzialità e limiti per adeguare, di conseguenza, lo sforzo da applicare. Il cardiofrequenzimetro è uno strumento molto utile per tenere sotto controllo i propri allenamenti in quanto misura la frequenza cardiaca (ossia i battiti che il cuore compie in un minuto), e, quindi, l’intensità del lavoro che stiamo compiendo. Ciclismo, corsa e qualsiasi altro sport vogliamo praticare, potranno raggiungere performance ottimali per il nostro organismo (a seconda dei risultati che desideriamo raggiungere) se supportati da tale dispositivo, evitando anche pericolosi eccessi dovuti a sovrallenamento.

Vediamo allora insieme come allenarsi con il cardiofrequenzimetro

Le modalità e le tecniche che si possono adottare sono molteplici, come vari sono i modelli a disposizione, simili però nell’utilizzo e basati sempre sullo stesso elemento: la rilevazione dei battiti La prima informazione da conoscere quando decidiamo di usare un cardiofrequenzimetro è la propria frequenza cardiaca massima misurata in Bpm (battiti per minuto), vale a dire il limite massimo oltre al quale sarebbe nocivo provocare un aumento dei battiti del cuore. Questo valore si basa sull’età, ma può variare a seconda di altri fattori, come le abitudini e lo stile di vita, la forma fisica generale, eventuali predisposizioni a problemi cardiaci ecc., per cui è sempre bene un’accurata autovalutazione.

Per calcolare la propria frequenza massima possiamo usare questa formula molto attendibile: dovremo dunque moltiplicare un coefficiente(0.685) per l’ età (esempio: 0.685×19 per un’età di 19 anni), questo risultato andrà sottratto ad un altro coefficiente (205.8). Quindi, se per esempio la nostra età è di 22 anni dovremo calcolare [205.8 – (0.685 x 22)]. E’ chiaro che non si dovrà mai superare la propria frequenza cardiaca massima durante l’allenamento; dovremo inoltre memorizzarla nel cardiofrequenzimetro per conoscere la percentuale dello sforzo.

Possiamo ora scegliere il tipo di allenamento che vogliamo attuare:

Potenza: per sviluppare maggior potenza e quindi aumentare la forza muscolare effettueremo un allenamento che rientri tra i valori 80%-100% (per atleti a livello agonistico ed allenamenti di breve durata).

Resistenza: se vogliamo aumentare la resistenza fisica i valori saranno compresi fra il 70%-80% (per allenamenti di media durata).

Brucia Grassi: per mantenere in salute il cuore e/o perdere peso ci atterremo a valori fra il 55%-70% (allenamenti quotidiani, durata prolungata).

 

ADESSO AVETE LE BASI PER UN OTTIMO ALLENAMENTO 😉

 

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L’IMPORTANZA DELLA RESPIRAZIONE NELL’ALLENAMENTO CON I PESI

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 12 agosto 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: ARIA, CORPO, ESPIRARE, FORZA, INSPIRARE, RESPIRAZIONE, RESPIRAZIONE ALTA, RESPIRAZIONE BASSA, RESPIRAZIONE MEDIA. Lascia un commento

Diapositiva1Tutti gli appassionati di sport sanno per esperienza quanto sia importante respirare, ma in realtà quanto conosciamo la nostra respirazione? Per conoscere meglio la respirazione, dobbiamo partire dal nostro stile personale di respirazione e migliorarlo anche attraverso semplici esercizi. Bisogna sapere che la respirazione è di fondamentale importanza nell’ allenamento . Se notiamo, quando respiriamo coinvolgiamo diversi organi che sono definiti “vie aree” perché permettono di condurre l’aria ai polmoni, che rappresentano il vero e proprio organo respiratorio. Respirare con attenzione ci può portare a risvegliare la forza interiore che ognuno di noi possiede, aiutandoci a migliorare sia il corpo che la mente. Attraverso la respirazione apportiamo ossigeno al nostro corpo ed espelliamo le sostanze tossiche che abbiamo prodotto, per cui si deduce che, aumentando la quantità d’aria immessa nel nostro corpo, aumentano i benefici, in quanto l’aria fornisce energia sfruttabile immediatamente. Sia il corpo , che la mente , per ben funzionare , hanno bisogno di ossigeno. Ma attenzione l’ossigeno non può essere immagazzinato, deve essere fornito ed in modo regolare , per questo motivo respirare è importante. Purtroppo la maggior parte di noi utilizza soltanto un terzo delle reali capacità respiratorie a disposizione , ma allora cosa ci impedisce di respirare bene ? Chi non fa sport ovviamente non utilizza a pieno le proprie capacità respiratorie , ma anche gli sportivi peccano in questo .

Gli atti respiratori sono fondamentalmente due :

L’inspirazione , con cui si immette l’aria nel nostro corpo ;

L’espirazione a seguire con cui eliminiamo l’aria che abbiamo utilizzato . Se respiriamo a fondo svuotando  l’addome ed il torace , impareremo di conseguenza a inspirare a fondo.

Comunemente la respirazione si identifica in quattro tipologie :

  1. Respirazione alta , che è quella che utilizziamo nelle attività sedentarie , è una respirazione veloce e poco profonda, è inviata aria soltanto nella parte alta dei polmoni
  2. Respirazione media, che permette di immettere una quantità leggermente superiore di aria perché entra in gioco anche la parte mediana dei polmoni
  3. Respirazione bassa , è quella che facciamo davanti ad un medico e quindi i polmoni sono coinvolti totalmente
  4. Respirazione totale , quando la respirazione coinvolge i polmoni e tutti i muscoli della gabbia toracica.

Ovviamente in questo articolo affronteremo aspetti più pratici della respirazione, in particolare ci si chiede se esiste una respirazione corretta durante l’esecuzione degli esercizi in palestra con i pesi.

Consiglio di:

  1. inspirare durante la fase di scarico dell’esercizio, tipicamente quando il peso ritorna alla posizione iniziale
  2. espirare durante la fase di carico dell’esercizio ovvero quando si fa più fatica.

Questo metodo, ben collaudato, generalmente funziona bene anche se all’inizio il principiante percepirà questa pratica come un ulteriore vincolo che può confonderlo. In realtà, forzarsi a controllare la respirazione in questo modo presuppone una buona dose di concentrazione e quindi mette l’atleta nella giusta condizione di attenzione massima a ciò che sta facendo e a volte puo’ portare a giramenti di testa.

 

In tanti anni di professione ho notato che trattenere il respiro durante la fase di carico è un errore molto diffuso perché è istintivo trattenere il fiato durante il massimo sforzo. Invece è proprio il contrario di ciò che si deve fare perché questa pratica può portare anche a gravi conseguenze, soprattutto se lo sforzo coinvolge muscoli della parte superiore del corpo. Trattenere il respiro, quindi bloccare intenzionalmente la glottide, porta a una compressione delle vene dovuta a un aumento della pressione all’interno della cassa toracica. Per effetto della compressione, le vene possono anche occludersi parzialmente (come se fossero strozzate) e ciò rallenta notevolmente il ritorno del sangue venoso al cuore. Come conseguenza la pressione arteriosa sale, arrivando anche a valori impressionanti. Inoltre, come conseguenza del ridotto apporto di sangue al cuore, anche il sangue in uscita rallenta e si riduce, diminuendo l’apporto di sangue e ossigeno agli organi periferici che possono soffrirne. Si può fare una eccezione agli esercizi che coinvolgono pesantemente la colonna vertebrale, come squat e affondi eseguiti con pesi elevati e bilancieri. In questi casi può essere utile trattenere il respiro nella prima fase attiva dell’esercizio corrispondente al movimento concentrico. L’apnea è solo comunque limitata a questa fase parziale, ma consente di coordinare meglio i movimenti, contrarre gli addominali e preservare la colonna vertebrale da potenziali infortuni molto gravi a carico delle vertebre.

Per concludere oltre alla tecnica e al carico utilizzato nell’allenamento con i pesi riveste un ruolo importantissimo anche la respirazione .

 

 

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MUSCOLI E ALCOL…RIVALI INDISCUSSI

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 8 luglio 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: alcol, calorie, fegato, muscolatura, muscoli, perdita di grasso. Lascia un commento

Diapositiva1 copia 2Ti stai chiedendo il perchè dei tuoi insuccessi fisici legati alla muscolatura?

Sei un tipo/a a cui piace la movida e non si fa mancare nulla?

Bene aiutati ed aiuta il tuo corpo ad ottimizzare la fatica fatta in palestra….inizia dall’ALCOL

TI SPIEGO BREVEMENTE IL PERCHE’:

La sintesi delle proteine necessita dell’importantissimo ruolo del fegato, ma purtroppo l’alcol e’ in grado di rallentare per ore molti meccanismi cellulari..e questo comporta inevitabilmente un rallentamento della sintesi proteica :-/

Infatti per lo smaltimento dell’alcol deve intervenire anche il sistema microsomiale.

Il prezzo che il nostro organismo paga per questa attivazione è dovuto alla maggior formazione di acetaldeide, metabolita tossico, che questa via di eliminazione comporta..in grado di rallentare le funzioni epatiche!

L’uso non controllato di alcol provoca una serie alterazioni al fegato, che dipendono dalla quantità di sostanza assunta. Innumerevoli studi lo dimostrano..tra cui un nuovo studio, il quale ha dimostrato che la memoria delle cellule del fegato subisce modificazioni dell’espressione genica, che si traducono in disfunzioni epatiche.

Inoltre l’alcol inibisce la lipolisi ( perdita di grasso) e favorisce la sintesi di grasso nel fegato stesso!

Non vi basta ancora..? I Dietologi la prima cosa che tolgono dalla dieta sono le bevande alcoliche e le persone dimagriscono subito..ed ovviamente questo consiglio si paga in euro!perchè arrivare a questo?

Be’ cari amici a questo punto se volete bevete pure…ballate in discoteca a suon di cocktail..pero’ scordatevi muscoli possenti e risultati eccellenti e soprattutto un fegato sano..

P.S. se mi incontrate in giro per locali non chiedetemi consigli con un cocktail in mano…siete poco credibili…hahaha

 

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COME COMBATTERE LA CELLULITE IN POCHE MOSSE.

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 19 Maggio 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: cellulite, inestetismo, linfatica periferica, lipoedema, microcircolazione sanguigna, sotto controllo. Lascia un commento

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La prova costume è vicina e tutte voi vorreste evitare gli inestetismi causati dalla “cellulite” o in termini medici“pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica”.Ma consolatevi pure sapendo che è un inestetismo che colpisce circa l’80/90% delle donne.Spesso si pensa, sbagliando, che l’accumulo della cellulite dipenda solo dal peso e si agisce seguendo diete folli, ma non è così.

La cellulite si instaura nel lipoedema, strato adiposo posto al di sotto del derma, lo strato più superficiale della cute. Queste cellule adipose possono aumentare di volume e trattenere liquidi mentre il metabolismo tra gli  lo spazi intracellulari ( microcircolazione sanguigna e linfatica periferica) procede con molta difficoltà. Questo mancato drenaggio provoca una stasi idrica ed un processo infiammatorio locale.

Dipende ,in parole povere, dalla circolazione e la ritenzione idrica. Ci sono inoltre cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate dalla vita sedentaria e dallo stress. Anche se è quasi impossibile liberarsene in maniera radicale e definitiva, è possibile combatterla, riducendone gli inestetismi e tenendola sempre “sotto controllo”. Ecco come provare a combattere la cellulite in modo semplice.

ESERCIZIO FISICO

Cercate sempre di fare movimento, soprattutto con le gambe. Che sia in casa o in palestra, se preferite il nuoto o camminare a passo sostenuto, l’importante è che teniate le gambe sempre attive.

ALIMENTAZIONE

Per aiutare a rafforzare il tessuto connettivo, fate uso di cibi che contengano vitamina C, E, silicio e zinco. Cercate di introdurre nella vostra alimentazione cibi che possano aiutare a fortificare i capillari, magari iniziando a far uso di infusi e tisane. Inoltre, mangiate almeno cinque volte alla settimana frutta e verdura fresca a foglia verde ed evitate di mangiare troppa carne rossa. Cercate di moderare l’utilizzo di alcol e fumo ed evitate le bevande gassate.

BERE MOLTO

Per combattere la ritenzione idrica che è causa principale del formarsi della cellulite bevete molta acqua. Inoltre, fate uso di tisane e infusi che possano aiutare a drenare i liquidi in eccesso che vanno poi a ristagnare nelle zone critiche, come le tisane ai semi di finocchio.

PRODOTTI COSMETICI E MASSAGGI

Potete usare creme e oli contro la cellulite,anche se sulla loro efficacia non c’è nulla di chiaro.Ma un buon massaggio, con movimenti lenti, profondi e circolari è di certo un vero toccasana.

LA DOCCIA AIUTA

Evitate di fare la doccia con l’acqua troppo calda; prediligete l’acqua tiepida, con getti di acqua fredda sui glutei e le cosce, così da stimolare la circolazione nella zona.

 

PROVATE AD AVERE QUESTE ACCORTEZZE,I RISULTATI ARRIVERANNO IN BREVE 😉

 

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COME SUPERARE LA PROVA COSTUME!

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 29 aprile 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: affrontare, caratteristiche corporee, cibi, dimagrimento, passi sbagliati, prova costume, ricette. Lascia un commento

pronti-per-la-prova-costume-570x300Si avvicina la tanto temuta “prova costume” e molti di voi hanno cominciano la ricerca di rimedi miracolosi dell’ultimo minuto.

Niente di più sbagliato.

Per affrontare un percorso alimentare intento al dimagrimento, infatti, bisogna tenersi al largo da facili ricette e diete assurde, proposte spesso da riviste giusto per attirare lettori. Quando si vuole dimagrire spesso si entra nel panico estremo, ci si sente in ritardo e si vogliono perdere più chili nel minor tempo possibile. Si iniziano a fare passi sbagliati ed ascoltare i miracoli delle diete delle amiche o degli amici, a scegliere su internet quella che piace di più senza pensare che ognuno di noi ha caratteristiche corporee diverse.

Inoltre è errato sentirsi in obbligo di eliminare i cibi sfiziosi o gli alimenti necessari a una buona salute (quali pane, pasta ecc.), evitare occasioni mondane e inviti a cena tipo primo dell’anno puo’ essere un buon inizio ;-).

Per dimagrire e acquistare una forma fisica idonea insomma, non è necessario stravolgersi la vita.

Il modo migliore è seguire dei semplici consigli per un dimagrimento equilibrato, rispettoso del nostro organismo e duraturo:

1) evitare di saltare i pasti;

2) non eliminare completamente i carboidrati;

3) ridurre il consumo di dolci, mangiandone eventualmente piccole porzioni solo a colazione;

4) bere almeno un litro e mezzo, due litri d’acqua al giorno;

5) fare un paio di spuntini al giorno con yogurt e frutta;

6) ridurre il consumo di formaggi;

7) evitare di mangiare durante il pasto alimenti caratterizzati dalla medesima funzione nutritiva, ad esempio pasta e pane, o carne e formaggi;

8) prediligere sistemi di cottura al vapore, in umido, alla griglia;

9) almeno 2/3 volte alla settimana mangiare piatti unici come zuppe o insalate;

10)prediligere pasta integrale o riso nel pranzo;

11) ridurre il carico dei condimenti nei pasti;

12) utilizzare olio extravergine di oliva, preferibilmente da aggiungere a crudo sugli alimenti;

13) consumare pesce almeno due volte alla settimana;

14) sostituire parte dell’olio e del sale con ingredienti naturali quali spezie, brodo vegetale ed erbe aromatiche;

15) inserire per ogni pasto una porzione abbondante di verdura;

16) una volta finito il pasto, alzarsi subito da tavola.

17)fare attività fisica 3 volte alla settimana a media intensità.

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IL SOVRALLENAMENTO

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 23 aprile 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: alimentazione, cause, doms, overtraining, recupero, sintomi, sovrallenamento, valutazione. Lascia un commento

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CHE COS’E’ IL SOVRALLENAMENTO

Il sovrallenamento non avverte e i sintomi non arrivano improvvisamente. Passano molte settimane prima che l’atleta senta i cambiamenti insoliti. Malgrado gli allenamenti regolari, sente di non progredire più e avverte persino una regressione sia nei volumi corporei sia nella forza. Si sente più affaticato del solito e soffre dolori muscolari e articolari.

IDENTIFICARLO

Il sovrallenamento o « overtraining » è un accumulo di stanchezza fisica e psicologica che comporta un calo di performance. Durante ogni work out, l’atleta sottomette i propri muscoli a sforzi più o meno sostenuti che necessitano di un periodo di recupero. Il sovrallenamento avviene quando i muscoli troppo sollecitati non possono più produrre sforzo. Il corpo si affatica e il sovrallenamento può diventare abbastanza serio se il sonno e l’alimentazione sono di cattiva qualità.

Dopo uno sforzo, i muscoli e le articolazioni hanno bisogno di recuperare per ripararsi e svilupparsi. Un volume d’allenamento troppo grande sia nella durata che nell’intensità, impedisce di rifare il pieno di energia, di rigenerarsi e di rinforzarsi.

Il sovrallenamento prodotto rapidamente dalla stanchezza, accumula danni cellulari e comporta dei traumi. In tutti gli sport, le fasi di riposo sono fondamentali, hanno l’obiettivo di migliorare la condizione fisica dello sportivo, favorire la progressione e ricostituire le riserve energetiche.

CAUSE PRINCIPALI

Il sovrallenamento provoca una disfunzione globale di tutto il corpo e non è causato unicamente dall’allenamento muscolare :

Le cause sono diverse :

  • Un aumento troppo rapido del tipo di allenamento (intensità)
  • Delle competizioni di alto livello troppo ravvicinate (frequenza)
  • Un povero equilibrio nutrizionale (carenze, disidratazione, mancanza di apporto energetico)
  • Il lavoro eccessivo o lo stress
  • Un ambiente non adatto (freddo, caldo)
  • Uno stile di vita inadeguato
  • Cattive condizioni di salute

La principale causa del sovrallenamento resta comunque un eccesso del volume di allenamento, associate ad un recupero troppo breve o di cattiva qualità.

VALUTAZIONE 

Insieme alla riduzione di performance e ad una maggiore stanchezza, i sintomi del sovrallenamento variano da atleta ad atleta e dipendono da diversi fattori.  Si possono sentire diversi sintomi che devono allertare :

  • Mancanza d’appetito associato ad una perdita di peso
  • Stato di nausea e difficoltà ad addormentarsi
  • Disturbi metabolici
  • Dolori muscolari o articolari
  • Aumento del ritmo cardiaco a riposo e una tensione arteriosa elevata
  • Problemi di umore, fasi di irritabilità
  • Cattive condizioni di salute (infezioni)
  • Mancanza di motivazione durante le sedute

COSA FARE 

La risposta è molto semplice : bisogna migliorare il recupero muscolare con riposo totale e con una migliore alimentazione. Questa terapia permette di riparare il sistema muscolare e articolare, riequilibria il metabolismo, riduce lo stress e permette di ritrovare la motivazione giusta.

Secondo l’importanza del sovrallenamento, certificato da uno controllo medico, il tempo di riposo può variare. Il periodo di tregua totale può durare giorni o settimane. Dopo questo periodo di riposo, l’atleta deve riprendere progressivamente i suoi allenamenti. Dovranno essere di breve intensità e più vari.

Per recuperare la forma, l’atleta dovrà modificare dei comportamenti quotidiani con un migliore stile di vita, un’alimentazione sana ed equilibrata, una gestione dello stress.

CONSIGLI UTILI PER EVITARLO

Pianificare la stagione d’allenamento con un programma realista, prendendo obbligatoriamente in considerazione i volumi d’allenamento, le intensità del work out e le fasi di riposo.

  • Seguire ed analizzare regolarmente le proprie performance con tempi di recupero adeguati durante il work out;
  • Non riprendere gli esercizi in caso di dolori persistenti “doms”
  • Fare regolarmente un esame sul proprio stato psicologico (qualità del sonno, comportamento…)
  • Prendere delle annotazioni su una diario d’allenamento e annotare le frequenze cardiache a riposo e durante lo sforzo, le proprie sensazioni,i tempi di recuparo, le variazioni di peso…)

RICORDATE CHE ALLA BASE DI UN BUON ALLENAMENTO  E DI UN BUON STATO FISICO C’E’ SEMPRE IL FAMOSISSIMO TRIANGOLO 😉

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COME SGONFIARE PANCIA E FIANCHI

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 25 marzo 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: acqua, cattiva digestione, cibi, intolleranze alimentari, ph, ritenzione idrica, sodio, verdure in scatola. Lascia un commento

Le cause della ritenzione idrica possono essere le più svariate, sindrome premestruale, cattiva digestione, consumo di cibi ad alto contenuto di sodio, intolleranze alimentari. Per prevenire e ridurre il gonfiore di pancia e fianchi bisogna quindi intervenire sull’alimentazione optando per verdura e frutta dal potere drenante.pancia-gonfia-rimedi

Spinaci, zucca, patate dolci, asparagi, uva ursina, sedano, semi di finocchio, banane sono sicuramente da preferire per il potassio contenuto che contrasta la ritenzione idrica. Cipolle, arance, anguria, cime di rapa, broccoli, limone, ananas, perchè contenenti molta acqua come anche i cetrioli e si sa, ….l’acqua elimina l’acqua!

Spinaci, avocado e banane inoltre, sono ottimi per combattere il gonfiore addominale perchè aiutano a mantenere in equilibrio il ph del corpo, riducono la ritenzione idrica e regolano le funzioni surrenali.

Da evitare le verdure in scatola  in quanto contengono troppo sodio, che agevola la comparsa della ritenzione idrica.

Per “sgonfiare” pancia e fianchi bisogna bere da 8 a 10 bicchieri d’acqua al giorno e al mattino è buona abitudine bere acqua tiepida con succo di limone per disintossicare. Non dimenticate OVVIAMENTE una buona attività fisica che vi darà una mano a velocizzare il metabolismo ed a facilitare il lavoro di eliminazione delle scorie da parte dell’organismo.

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ACIDO LATTICO o DOMS ?

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 17 marzo 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: acidi lattico, doms, errato, insorgenza, intenso, lattato, muscoli, vero. Lascia un commento

Nel giorno successivo al workout con sovraccarichi si può avvertire del dolore intenso, localizzato principalmente a carico dei muscoli utilizzati durante la sessione di allenamento.

Questo dolore spesso si manifesta con gonfiore muscolare, che incrementa nelle ore successive l’allenamento, avendo il proprio culmine il giorno successivo, mentre a distanza di 48 ore tende a decrescere gradualmente fino a scomparire.
Le cause di questo dolore vengono attribuite da tanti “istruttori ed atleti” al povero “ACIDO LATTICO”…….ERRATO, dato che il lattato prodotto, viene smaltito o riutilizzato completamente pochi minuti dopo la sua produzione ad opera dei muscoli stessi, del cuore e del fegato.

Il motivo VERO di questo dolore è da attribuire al DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), cioè al cosiddetto dolore muscolare a comparsa ritardata.

Il DOMS è dovuto dunque al danno che il muscolo subisce attraverso l’allenamento e avviene principalmente durante la fase eccentrica dei movimenti, infatti il muscolo durante l’azione frenante si trova esteso mentre si contrae e come conseguenza alcune sue strutture non riescono a reggere l’eccessiva tensione e si lacerano.
La comparsa ritardata del dolore, è da attribuirsi al fatto che tale processo impiega diverse ore per svilupparsi pienamente, infatti attraverso le microlesioni muscolari, fuoriescono diverse sostanze che fanno innescare il processo infiammatorio.


Nella fase finale del processo infiammatorio, avviene il cosiddetto RIMODELLAMENTO, cioè il muscolo inizia ad adattarsi all’esercizio eccentrico, modificando la struttura muscolare, in maniera tale da avere una capacità maggiore di sopportazione allo sforzo.
QUINDI SIATE CONTENTI E SODDISFATTI SE AVVERTITE I DOMS…VUOL DIRE CHE AVETE ESEGUITO UN BUON WORKOUT 😉10666011_29HHHN6514230551387_5477659244630823772_n (1)

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WURSTEL ?? NO GRAZIE

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 13 marzo 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: alimento, cenare, pollo, risparmio, tacchino, wurstel. Lascia un commento

Andare al supermercato e vedere carrelli della spesa pieni di WURSTEL sinceramente mi mette un pò di tristezza ☹ …PERO’… sapere cosa c’è all’origine di questo “buonissimo” alimento potrebbe aiutare sicuramente a farci un pensierino sull’acquisto….Sempre che non siate tentati dal risparmio…ricordate che potete risparmiare su tante cose ma non sulla qualità della vostra alimentazione e dei vostri cari!
Mi è sembrato inutile scrivere tutto quello che c’è dietro la composizione e lavorazione di questo alimento…vi propongo la visione di questo video trovato sul web… dove vengono spiegati tutti i passaggi di produzione e tutti gli ingredienti usati per arrivare al gusto “squisito” del WURSTEL…
Forse dopo aver visto questo video non sarete più così convinti di cenare con WURSTEL  di POLLO E TACCHINO…meglio pensare di cenare con carcasse di pollo ,grasso e “ALTRO” 😉

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COME RICONOSCERE GLI INFORTUNI MUSCOLARI

Pubblicato da Carlo Cavallo PT in 11 marzo 2015
Pubblicato in: articoli e video blog. Tag: contrattura, contusione, crioterapia, lesione, muscolo, stiramento, strappo, t. 2 commenti

 

SE PRATICHI SPORT SIA A LIVELLO AGONISTICO CHE AMATORIALE E’ BENE CHE TU SAPPIA LE VARIE DIFFERENZE 😉

10665145_297562187113258_8240897602383032612_n@@STRAPPO MUSCOLARE@@

Lo strappo muscolare è un evento traumatico che porta alla rottura parziale o totale di un muscolo.
È possibile individuare un grado di gravità dello strappo muscolare.
@primo grado se interessa la rottura di meno del 5% delle fibre,
@secondo grado se è presente la rottura di fibre e di fascicoli muscolari
@terzo grado quando interessa totalmente o in misura elevata un muscolo.
Dopo uno strappo muscolare appare evidente un ematoma di dimensioni proporzionali allo strappo stesso. Nelle lesioni di terzo grado diviene visibile e palpabile anche una depressione nell’area del trauma.
La riparazione del danno determina la comparsa di tessuto cicatriziale che potrà compromettere l’elasticità e la funzionalità del muscolo.
È quasi sempre consigliabile l’intervento di un medico, poiché nei casi più evidenti sarà necessario ricorrere chirurgicamente e tempestivamente alla sutura della lesione.
Il riposo e la terapia antinfiammatoria saranno d’obbligo.

@@CONTRATTURA@@

La contrattura è un involontario stato, spesso anche doloroso, in cui il muscolo si oppone all’allungamento.
La contrattura si manifesta dopo un periodo medio breve dal termine dell’attività sportiva e può perdurare diversi giorni.
Il dolore associato alla contrattura non è tale da impedire del tutto il lavoro muscolare, tuttavia proseguire un allenamento in simili circostanze può portare ad effetti più gravi come l’elongazione o la lacerazione del tessuto muscolare.
Quando in palestra mi dicono: “Carlo ho preso uno strappo”si è in realtà di fronte ad una contrattura che viene impropriamente definita sul piano lessicale STRAPPO. Normalmente infatti la contrattura non produce lesioni muscolari.
Stati emotivi particolarmente tesi, inidoneo riscaldamento, eccessiva attivazione muscolare, problemi posturali e scompensi anatomici sono elementi che favoriscono la comparsa di una contrattura.
Calore, massaggi eseguiti da personale preparato, e stretching possono agevolare il recupero post traumatico.

@@STIRAMENTO@@

Lo stiramento provoca una elongazione delle fibre, accompagnato da un forte ed immediato dolore. Tuttavia l’indolenzimento che ne deriva non è tale da imporre l’arresto della pratica sportiva. Questa situazione espone il soggetto a rischi ben più gravi derivanti dalla sollecitazione di una muscolatura traumatizzata.
La terapia normalmente consigliata implica riposo e l’utilizzo di ghiaccio (CRIOTERAPIA) nella zona da trattare.
Un TAPING o un bendaggio , con l’ausilio di antinfiammatori locali può migliorale le condizioni ed accelerare la ripresa dell’attività che, di solito, può avvenire dopo 2 settimane.

@@CONTUSIONE@@

La contusione è un trauma che provoca un versamento si sangue più o meno grave a causa di una lesione.
Generalmente alla contusione si accompagna un ematoma, che si origina proprio a causa dell’accumulo del sangue, in una zona ben circoscritta del corpo. L’ematoma che ne deriva può determinare un quadro più o meno grave a seconda delle sue dimensioni. Piccoli ematomi sono di norma riassorbiti. Grossi ematomi possono richiedere l’intervento del medico.
Riconosciamo i vari tipi di contusione:
@contusioni cutanee (che interessano quindi la cute e possono dar luogo ad ematomi);
@contusioni muscolari (più importanti delle precedenti, interessano oltre alla cute la parte carnosa di un muscolo),
@contusioni tendinee (simili alle precedenti ma con interessamento del tendine),
@contusioni articolari (sono a carico di una articolazione e possono determinare versamento ematico o sinoviale, spesso richiedono un trattamento antibiotico );
@contusioni ossee (interessano, oltre alla cute, la membrana di rivestimento osseo)

ORA POTETE RICONOSCERE UN INFORTUNIO MUSCOLARE 😉

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